CERAMICA A FIRENZE

Oggi vi racconta della tradizione della ceramica a Firenze.

Ho già parlato di questa splendida tradizione in Toscana, ma oggi vi racconto di una brava artigiana che lavora a Firenze.

Ceramica a Firenze

UNA PASSIONE DI FAMIGLIA

Ambra ha aperto il suo laboratorio nel 1999.

Ma la sua storia con al ceramica inizia molto prima.

Già il nonno era ceramista, un addetto al forno.

Il papà di Ambra ha seguito le orme del padre ma ha fatto un passo avanti.

E’ diventato infatti decoratore e con il tempo ha aperto la sua azienda.

Ambra ha fatto studi completamente diversi e lontani dal mondo dell’arte.

Ma ha lavorato un anno nell’azienda di famiglia ed è sbocciato l’amore per questo mondo.

Durante questo anno Ambra ha potuto scoprire quanta attenzione ci vuole per creare un oggetto di qualità.

Dalla scelta delle materie prime, il percorso per fare essiccare le materie, la cottura in forno per rendere le creazioni resistenti. Nulla è lasciato al caso.

Dopo aver fatto questo percorso di apprendimento nell’azienda di famiglia, nel 1999 Ambra ha deciso di aprire il suo laboratorio per dare il via libera alla sua vena artistica.

LO STILE DI AMBRA

Ambra si ispira molto alla maiolica di Montelupo che è un piccolo comune in provincia di Firenze e che fu uno dei principali centri di produzione di maiolica del Rinascimento.

Nel 1400 si contavano a Montelupo più di 50 fornaci e la produzione era rivolta in gran parte all’esportazione.

Sono stati infatti ritrovati pezzi di ceramica montelupina nell’America Centrale, nelle Filippine, in Scozia.

Quindi si tratta di un tipo di lavorazione che rappresenta una delle tradizioni più longeve della Toscana.

Dopo un primo periodo in cui le creazioni di Ambra erano indirizzate a oggetti ornamentali, ha poi cominciato dare spazio alla sua fantasia per fare oggetti suoi.

Si ispira molto all’arte del 1500 e non solo dalla ceramica.

Studia un particolare antico, un piatto, una decorazione e trae ispirazione per creare qualcosa di nuovo.

Ambra ama le contaminazioni che le permettono di arrivare sempre a un oggetto originale e unico.

Ambra ama anche la natura, che ci offre tanti spunti simbolici: le farfalle simbolo di rinascita, il grano simbolo di prosperità, i girasoli che trasmettono vita e calore.

Tutte queste forme e colori sono magistralmente amalgamati nelle sue creazioni.

Nel suo laboratorio nel centro di Firenze è possibile assistere a delle dimostrazioni in cui si può ammirarla mentre crea e decora.

Potete visitare il suo sito, http://www.lemieceramiche.it/ per avere altre informazioni e i cuoi contatti.

LA CERAMICA DELLA TOSCANA

La ceramica della Toscana: uno dei motivi d’orgoglio di questa splendida regione.

Il lavoro e la decorazione di terracotta e maiolica arrivano dal passato e sono varie le città Toscane che primeggiano in questa arte.

Ed è proprio a Tavarnelle in Val di Pesa, un piccolo Comune in provincia di Firenze, che ho trovato il laboratorio Il Tafano .

IL TAFANO

Catia è la bravissima artigiana, titolare di questo laboratorio, che mi ha raccontato un po’ della sua storia.

Il Tafano

La sua passione per la ceramica è nata ai tempi della scuola.

Infatti si è diplomata come maestra ceramista e poi ha proseguito gli studi specializzandosi in arti grafiche sempre presso l’istituto d’arte di Firenze.

Nel 1985 ha aperto il suo laboratorio dove ha deciso di dedicarsi alla sperimentazione della tecnica del colombino.

Tra tutte le varie lavorazioni, il colombino è una tecnica molto antica ed è prettamente manuale.

Si tratta di una lavorazione particolare per cui si parte da un cordone di argilla e lo si arrotola su se stesso per arrivare poi a creare varie forme e i fregi di decorazione.

E’ una tecnica ancora in uso specie per costruire grandi vasi con l’argilla galestro, che prende il nome dal giastro, una pietra molto diffusa in Toscana specialmente nell’area del Chianti.

Il galestro permette di creare oggetti grandi come i tipici orci da olio o i vasi da giardino

Per fare queste creazioni ci vuole sicuramente una grande conoscenza delle materie prime e una straordinaria abilità manuale.

MA DA DOVE ARRIVA IL NOME TAFANO

Anche sul nome dobbiamo cercare nella storia.

I Tafani erano una importante famiglia di Barberino Val d’Elsa che, trasferitisi a Firenze, si stabilirono in un palazzo che prese il nome di Palazzo Tafani da Barberino.

Ma i fiorentini, si sa, sono sempre stati burloni….e sicuramente il nome Tafani avrà suscitato un po’ di ilarità.

Nessun problema.

I Tafani cambiarono il loro nome in Barberini e nello stemma della famiglia, i tafani furono sostituiti sullo scudo dalle ( ben più eleganti) api.

Dentro al borgo medievale di Barberino, è ancora possibile ammirare lo stemma con i tafani, proprio su palazzo Barberini.

E tutti i cittadini di Barberino, come anche Catia che li è nata, sono affettuosamente chiamati: tafani.

Nelle vicinanze del paese c’è anche un antico podere chiamato Tafania dove è nato Maffeo Barberini, eletto Papa nel 1606 con il nome di Papa Urbano VIII.

Quando Catia ha deciso di aprire il suo laboratorio, che dista pochi metri da questo podere, e’ stato naturale chiamarlo Il Tafano.

Nel suo laboratorio Catia crea vari tipi di oggetti tutti fatti a mano, molti dei quali per l’arredamento della casa: lampade da tavolo, da parete, centrotavola e animali decorativi.

Propone anche corsi per bambini e per adulti.

E’ possibile visitare il laboratorio e assistere a una dimostrazione delle sue lavorazioni.

Visitare il suo laboratorio e’ una vera a propria esperienza!

Potete trovarla tramite il suo sito http://www.ceramicheiltafano.it/ e ovviamente sui social.

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